mercoledì 15 novembre 2017

RAZZISMO E DIRITTO ALL’ABITARE: DUE QUESTIONI STRETTAMENTE CONNESSE


Tra i tanti argomenti  contro i migranti usati dai mass media in cerca di audience e dai vari populisti/razzisti/fascisti in cerca di facile consenso, quello sull’accesso all’abitazione è uno dei più utilizzati e tra i più conditi di falsità che contribuiscono ad alimentare razzismo e guerra tra poveri.
Guardando in faccia la realtà, i migranti sono oggi tra i soggetti che hanno più difficoltà ad accedere all’alloggio: le banche non concedono mutui alle famiglie di migranti così anche i nuclei più inseriti e stabilizzati possono ricorrere solo alla ricerca di alloggi in affitto. Se abbiniamo a questa considerazione il fatto che le famiglie italiane sono invece per la grande maggioranza proprietarie dell’alloggio in cui vivono (72%) risulta chiaro il perché il mercato della locazione è affollato soprattutto da migranti.
Il mercato privato ha poi un atteggiamento selvaggio rispetto alla domanda di abitazione da parte dei migranti e da parte dei poveri in generale: per avere accesso a una locazione spesso non basta un solo contratto di lavoro stabile, mentre il rifiuto è garantito per tutte le situazioni in cui il contratto di lavoro è precario, non ben remunerato, a termine ecc.. A questo bisogna aggiungere il fatto che per tanti proprietari c’è un plus di discriminazione razziale e il “non si affitta a stranieri” anche se non è scritto esplicitamente sugli annunci è spesso tradotto nella realtà dei fatti con un “abbiamo già affittato” quando a rapportarsi allo sportello dell’agenzia è un immigrato. Il mercato della locazione è poi stato stravolto dalla diffusione di Air B&B che sottrae la disponibilità di alloggi per gli affitti a lungo termine per destinarli agli utilizzi a fini turistici o per affitti di breve periodo

venerdì 8 settembre 2017

iniziativa sulla Nigeria alla casa cantoniera di parma

NIGERIA
Petrolio, depredazioni, repressione, migrazioni

La Nigeria, il colosso africano, aveva tutte le potenzialità per diventare il cuore della rinascita dell’Africa postcoloniale. Il paese, ricco di risorse, con disponibilità di terre fertili e primo produttore petrolifero africano, si trova invece da sempre al centro di una vera e propria guerra per l’accaparramento di risorse, terre e ricchezze da parte delle multinazionali (anche italiane) del petrolio e dell’agribusiness, che mantengono una burocrazia politica corrotta e avida capace solo di reprimere brutalmente le lotte di resistenza delle centinaia di etnie che compongono la popolazione nigeriana.
Nel silenzio totale dei mass media occidentali, in particolare di quelli italiani, in Nigeria si sta consumando un massacro sociale che colpisce la grande maggioranza della popolazione che spesso cerca una via d’uscita nelle migrazioni.
Per valutare adeguatamente la portata di fenomeni epocali come quelli migratori attuali riteniamo fondamentale un’analisi delle cause che determinano la fuga di milioni di persone dal loro paese, così come devono essere conosciute e appoggiate le lotte di resistenza contro le depredazioni e le devastazioni ambientali che i popoli che le subiscono mettono in atto.

SABATO 23 SETTEMBRE 2017  DALLE ORE 16:00
CASA CANTONIERA AUTOGESTITA DI VIA MANTOVA 24

GIORNATA DI STUDIO E APPROFONDIMENTO SULLA SITUAZIONE NIGERIANA
Interventi di:

Michael King
Precious Umukoro
Testimonianze dal Delta Niger

Silvia Federici
Hofstra University New York, membro del Commitee For Academic Freeedom in Africa e insegnante per vari anni presso Università di
Port Harcourt- Nigeria

George Caffentzis
University of Southern Maine, membro del Commitee For Academic Freeedom in Africa e autore di No Blood for Oil –Energy, Class Struggle and War 1998/2016





Al termine cena multietnica




RETE DIRITTI IN CASA PARMA

presentazione di :abitare illegale


mercoledì 28 giugno 2017

petizione pro casa cantoniera di via mantova

https://www.change.org/p/sergio-mattarella-no-alla-chiusura-della-casa-cantoniera-di-via-mantova-a-parma?recruiter=740197945&utm_source=petitions_show_components_action_panel_wrapper&utm_medium=copylink

domenica 18 giugno 2017

viva la casa cantoniera di via mantova,viviamola e difendiamola

       





ieri per le vie di Parma si è svolto un corteo,vivo,colorato,deciso e comunicativo,tante persone che nonostante il caldo han voluto gridare il loro no alla fine dell'esperienza della casa cantoniera di via mantova che dopo il 31 dicembre 2017 rischia di esser venduta ,la Provincia,infatti deve far cassa e questo basta ad accettare la perdita di 14 anni di cultura,politica,lotta sociale,arte,infatti nella casa cantoniera han sede lo sportello della rete diritti in casa,il mercatino,la ciclofficina popolare,oltre varie assemblee e attività politiche e culturali ed è anche l'abitazione per quattro famiglie.

Qual'è la priorità far cassa o che venga mantenuto un presidio antirazzista e antifascista sul territorio?far cassa o inclusione sociale?far cassa o avere un luogo di aggregazione attiva ?

le persone scese per le strade della città ieri non han dubbi,la casa cantoniera non può e non deve essere eliminata ma riconosciuta e tutelata.

mercoledì 7 giugno 2017

Ciao Lorenzo, esempio di lotta, faro di militanza, modello di solidarietà

Abbiamo appreso dai media di movimento della morte improvvisa ed inaspettata di Lorenzo Bargellini, storico volto e trascinatore del movimento di lotta per la casa fiorentino. Alcuni di noi lo conoscevano dagli anni 80, altri, come chi scrive, lo hanno conosciuto, per ragioni anagrafiche, intorno al 2010, all'interno della rete Abitare nella Crisi. La straordinaria durata della sua militanza attiva basterebbe a tracciare da sola il profilo di questo compagno con il cuore immenso, ma è utile ricordare come Lorenzo si muoveva e relazionava, perchè il suo esempio sia ancora seme di cambiamento rivoluzionario.
Quando lo si incontrava nel suo habitat naturale, qualche occupazione fiorentina, colpiva come tutti, dai ragazzi giovanissimi alle signore più avanti di età, senza distinguo di etnia o accento, nutrissero un profondissimo rispetto per questo capellone con la c aspirata.
Un rispetto che non si basava su interessi da soddisfare, neppure fondato sulla paura o su atteggiamenti machisti, neanche collegato alla profonda esperienza del compagno, bensì scaturito dall'estrema generosità che lo animava nella sua lotta anticapitalista.

lunedì 10 aprile 2017

OCCHI VERDI, CUORI NERI

“Sto rivalutando l’idea che in Italia ci vorrebbero i campi di
concentramento e le camere a gas” “Zio torna”.

Questo è il contenuto dell’ignobile post pubblicato su Facebook da
Giovanni Di Maggio, fino a pochi giorni fa responsabile del dipartimento
economia della Lega Nord Parma.

Fatto che non ci stupisce: la Lega e i suoi membri, a Parma come in
tutta Italia non sono certo nuovi a simili vergognose provocazioni.

Ma è vero anche che, soprattutto sotto elezioni, un simile intervento
può rivelarsi un boomerang, quindi meglio prendere le distanze: non ci
stupisce quindi neanchè il maldestro comunicato di dissociazione firmato
dal segretario cittadino Campari e da quello provinciale Occhi.

Sulla Gazzetta del 5 aprile si legge che “la Lega non è un partito di
estrema destra “, “non condividiamo l’ideologia nazifascista”, “le
nostre richieste rimangono sempre all’interno della legalità”, “chi
pensa che la Lega sia il posto adatto per imbracciare un fucile, vada
pure da un’altra parte”: con c’è che dire una bella coda di paglia, un
saggio d’alto livello di trasformismo e di equilibrismo politico.

Ma come?